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Then Jump in The River Holding Hands...
June 29

confessioni della geisha qui presente che a suo modo cerca di distruggere il mondo occidentale.

Siccome di studiare non se ne parla ( ancora) e si sognano fonti di refrigerio per riempire il cervello, la qui presente decide di occupare il suo tempo in giochini piuttosto infantili e futili dicendo 20 cose ( ehsi non c'ho proprio un cazz da fare) di lei  CHE NON sapete, o magari le sapete anche, chi lo sa.

1: se sento i rumori degli animaletti che rosicchiano il legno non riesco a dormire perché penso che qualunque cosa stiano rosicchiando mi possa cadere in testa.
2: ho timore dei cori da stadio e insieme alla noia è uno dei motivi per cui non guardo le partite in tivì.
3: il primo cd che ho comprato era il singolo di Star 69* di Fatboy Slim con dentro Weapon of Choice   perché mi piaceva il video con Christopher Walken che ballava.
4: Da piccola il mio film preferito era la vita è bella e sapevo tutte le  battute a memoria.
5: A volte quando non riesco ad inserirmi , rischio di essere una persona apatica, asociale e un pò autistica.
6: Mi piace scroccare le sigarette agli sconosciuti. ( lo so,la gente mi odia per questo.)
7:Odio le zanzare e tendo ad uscire coperta da strati e strati di OFF che fanno si che io sappia di un odore sexy quale citronella e roba chimica schifosa per tutta la sera.
8: Si. Sono una di quelle persone che ha una canzone del momento o un film del momento che continua a cantare o a citarne le battute.
9: Penso che nella vita fondamentalmente non combinerò  mai nulla, tranne diventare come Lester Bangs.
10: Lo sappiamo tutti che non riuscirò mai a suonare così il Presto Agitato della Mooonnnlight sonata, QUINDI  evitiamo di prenderci per il culo.Mi piace puntualizzare.
11: Quando sono andata a vedere Indiana Jones all'anteprima a mezzanotte, mi sono quasi addormentata ( e di certo il motivo non era che avessi sonno)
12: Il mio armadio è formato prevalentemente da vestiti neri e a volte mi sembra di avere una specie di uniforme un pò come quando apriva l'armadio Daria, ricordate?
13: Una volta, poco tempo fa, mi sono ubriacata e saltellando dicevo:" Ho le gambe come i marshmallow"
15: Ultimamente non leggo molto, ma mi piacciono i libri di Ellroy come American Tabloid, i classici russi e Proust.
16: Prima di andare ad un concerto, tendo a guardare le scalette dei giorni precedenti.
17: Sul Treno adoro ascoltare i Raconteours.
18: Ho un debole per le voci basse come quelle di Nick Cave e di Mark Lanegan.
19: Quando scrivo qualcosa sul Moleskine la pagina diventa un campo minato tra righe e scarabocchi vari.
20:Si, un giorno diventerò una brava bambina.




May 03

nuove fissazioni nuove fissazioni nuove fissazioni


E lo sappiamo tutti che se i personaggi di Darjeeling Limited fossero reali,
 il mondo sarebbe più bello.

 
April 30

Libera interpretazione a "Questa è la mia vita"

Miserere, Commiserandomi


"Gli amori in miseria i miei migliori amici,

non preoccuparti non memorizzerò altri tuoi profili a me celati,

 che ogni volta che leggo una pagina di troppo,

nasce un nuovo taglio.

 Un nuovo respiro senza calorie.

No, non siamo noi i campioni, caro amico,

 niente coriandoli colorati,

l’indiano qui all’angolo ha finito le rose bianche

Forse possiamo permetterci le sue piume amaranto.

Le tue mani avvinghiate e altri respiri

Non i miei.

I miei battiti come proiettili

E i fili spinati  come cuscini."

 


 


March 20

18.09

si vendono sorrisi finti quasi come fossero ampolle per l'eterna giovinezza
ciniche risposte per traguardi veraci e silenziosi
di inutili morsi che si dicono velenosi
ma sono solo gabbie ammuffite
volgari e innocenti come i padri giaccaecravatta  che vanno a prendere
le figlie che smandibolano il sabato sera.
Le tue orecchie che ascoltano
le parole ordinate nell'aria
a giorni alterni
sono lo specchio per allodole morte con i vetri a terra sporchi di sangue invecchiato.
Il cielo borbotta stelle che cadono tra
le lenzuola
nei campi
assetati di splendore
di aiuto
e di trauma.
un altro ansimo
un altro tocco
l'ennesimo da aggiungere al curriculum
oh ma non è  un pegno,
non l'ultimo cavallo per un regno ormai disperso
è l'urlo sordo di una farfalla.





February 06

Ho scoperto

che ciò che c'è di bello nella vita è sempre un segreto.

December 24

listen to me-don't listen to me, talk to me-don't talk to me.

quanto odio la vigilia di Natale.
Di prendere la macchina per andare in centro non ci penso neanche lontanamente
anche perché
ci troverei solamente anziane signore che litigano per la crema antirughe migliore da regalare alla vicina di casa.
le belle carte da pacco
e i fiocchi argentati
sono dove sono stati lasciati l'anno prima
insieme al muschio ingiallito
che però
è sempre lo stesso dal nostro primo natale dopo le nozze.
 
ma quello che più m'inquieta
e di ritrovare nello stesso armadio alla muffa
il BABBO NATALE da appendere alle finestre.
Quella ostentata figura priva di volto
in cui l'unica cosa che impera davvero
è
il gigante fondoschiena.
E poi che senso ha appenderlo alle finestre del centro
in una via lunga magari 2 km
in cui le case
sembrano tutte la stessa identica foto?
 
Ciò che più mi chiedo è
quando sono apparsi questi grossi culi appesi ai nostri muri opachi?
probabilmente da quando sono scomparse le sagome dei camerieri sorridenti fuori dai ristoranti.
Noblesse oblige, è proprio vero.
fashion!
 
 
November 20

Meme: ovvero perché sono un "blogger"( brrrr che definizione) e altre piccole et deliziose cose

La risposta al  Meme:( non rispetto le regole ma spero che non faccia tanta differenza)


nell'imbrunire
grida sommesse
sguardi lontani
una gomma che
cancella
i battiti appannati
alla finestra
e
una stilo
che
li trasferisce su
carta a righe
per guardare
lontano
per
soffrire in silenzio
riscoprendo l'ABC dell' esistenza
sillabandone i sentimenti.

Grazie.

October 30

mh. il titolo dateglielo voi.

cancella e riscrivi. ti verrà meglio.
cancella e riscrivi. sarai più fortunato.
è sbagliato. è un gioco. un passatempo.
UNO ZERO.
come leggere il city alla fermata del Quattro
O
Tamburellare al passaggio del polliceindicemignolo di Eianudi sul Do maggiore.
Cartoni di pizza vuoti che sanno di pomodoro e acciughe.
Fogli scritti e riscritti buttati
qualcuno li leggera o forse no
tanto
non troverai il numero.
Cioè- il mio nome sul citofono non c'è-
abito in viaxxx
vieni e fuma un trilione di sigarette
affumicati i polmoni
o
dormi
o
ascolta il tuo mp3 vecchio e rancido
forse verrò ad aprirti.

viva l'individualismo.
porzioni tristi da uno. ottantagrammidipasta. sughi pronti al pesto rosso.
una penna in bagno
e l'asciugamano sulla scrivania.
Le sigarette le devo buttare
insieme alle vecchie carte nel cassetto.



Lunghi monologhi inutili fragili
pensieri scontanti che valgono meno della merda che hai appena pestato.
Ammazzati. Chi conoscerai fino in fondo?
la migliore merda.
[p.s: sono contenta che ci sia tu.
sono felice che ci sia tu.]







August 19

prelude e orizzonti riciclati

Scrivere qualcosa qui mi diventa difficile ormai.

Il cartello blu -MILANO CENTRALE- mi guardava, da fuori.
Milano Centrale e un gran casino. I treni partivano uno dopo l'altro. La voce li annunciava.Una..Due volte..al massimo.Declamava i ritardi e gli arrivi. E io ascoltavo tutto dal mio scompartimento; mi era difficile fare altrimenti,la voce grattava e sfondava le orecchie con il suo tono amaro...volgare.

"And I said Oh Oh Oh oh Oh Oh, what a feeling...!"

Tante sono le personalità strambe che si possono incontrare sul treno, ed è anche per questo che è il mezzo che preferisco. Per esempio ora, seduta a gambe accavallate proprio davanti a me,vi è una donna di mezza età intenta a leggere best sellers di minima risonanza intellettuale  ma dai suoi occhi, si può scorgere l'intrepida riflessione, il distacco sfrontato e voluto,volto a far si che nessuno interrompi i suoi orizzonti letterari ormai riciclati....

"gli amici del campetto passati dalle Marlboro direttamente all'eroina alla faccia delle droghe leggere..."

Ora una suora si è alzata e guardando nella direzione dei miei occhi, probabilmente mi chiede  informazioni sulla prossima fermata...

"That I always got to follow Turn out the lights Don't see me drawn and hollow Just blood running warm..."

"Eh? Scusi? non ho sentito..."
" Si ferma a Monza?"
" Bhe si, credo proprio che sia la prossima fermata..."
Aveva calze daino e occhi cielo e a differenza dell'ormai veneranda Gertrude, non un ciuffo fuori posto.

"The face of Jesus in my soup Those sinister dinner meals The meal trolley's wicked wheels A hooked bone rising from my food All things either good or ungood..."

Prese il posto della suora un baffuto signore che legge fumetti bagnandosi il medio e l’indice per girare pagina.

 

“ And I’m  not afraid to Die”.

 

Ad ogni fermata sale o scende una suora; Si preparano,raccolgono le loro borse esclusivamente nere e si mettono sull’attenti davanti alla porta,dieci minuti prima che il treno si fermi definitivamente.

 

“Perché vi batte il cuore, per chi vi batte il cuore? Meglio un medicinale a una storia infernale?”

 

E intanto il treno cammina impazza. E quando ne passa  un altro nella direzione opposta, tutti si prendono uno spavento per l’eccessiva velocità, Per la paura di un possibile scontro tra i due…

 

“He's never early, he's always late First thing you learn is you always gotta wait I'm waiting for my man”

 

E intanto scopri che tutti gli incredibili personaggi che vi abitano all’interno sono inutile, sono solo un’insignificante cornice.

 

“ L’impero che muore succhiandomi il cazzo,svanisce...mi risveglio dal sogno forse uccide…mai tradisce…”

 

Quello che importa sei tu. Le tue orecchie. Come ti senti dentro mentre guardi fuori, oltre quei finestrini imbrattati. Fuori,gli occhi si affollano.

 

“Il solitario in assenza di loquacità è avvoltolato in un enigma,  siede pensoso al limitare della realtà…accavallando le sue lunghe gambe…”

 

Niente. Ha più importanza. Tranne me. Tranne Fuori. Tranne il cielo….

 

“…the best thing about life is knowing you put it together…”

…e chi indovina tutte le songhe... non vince nulla.

 

 

 

 

June 25

Fuck you [AN ODE TO NO ONE]

1:. Preambolo
Per la cronaca:

I'm sorry, I'm so sorry
Can I get you a cup of coffee? ...

I giochi autocelebrativi non mi si addicono. Però. Ciò che avevo pensato si è sistematicamente avverato,quasi come se fosse una sorta di profezia. Dovrei cominciare adare più credito alle mie parole perché la noia che rischia di puntellarmi le viscere è sempre dietro l'angolo. E forse, è meglio il latte+ del caffè. La nevrosi viene sostituita da una sana et onesta tossic... no per voi facciamo tranquillità. Già è solo tranquillità.Il latte Parmalat è in fondo al frigorifero in cucina.



2:. Storie di Emarginati che alle 4  mattino guardano il traffico di Manhattan trovandolo divertente

L. abita a Manhattan.
 Sono le 4 ma L. ha finito le sigarette.-Cazzo ancora.- impreca.
 E poi scende le scale trascinando i piedi. Apre la porta vedendo la città completamente vuota o quasi. L.Cammina per le strade, con la testa bassa, pensando e rischiando di perdersi anche se le vie le conosceva bene, come se avesse una piantina mentale da seguire anche nel sonno.
Arriva al desolato quanto infimo bar notturno "24" e ordina un fottuto pacchetto di Lucky Strike, il fenomeno americano.
L. esce dalla porta girevole e si appoggia al muro stando attento a non sporcare di polvere bianca la sua giacca di velluto a coste.
Fuma e si tocca il pizzo ancora troppo corto ma piacente, muovendo il medio e il pollice fino al mento e poi di nuovo su, in un movimento verticalmente calcolato, sistematicamente ritmato.
L. vede dall'altro lato della strada una ragazza piacente appollaiata su un tubo di metallo,dai capelli ricci scuri e nodosi, intenta a guardare le sue mani appoggiate sulle ginocchia . Per alcuni  attimi la ragazza, alzava la testa per poi riabbassarla e da quei pochi momenti L. poteva scorgere i suoi occhi scuri e sinceri, in cui vi era tutta la malinconia del mondo costipata all'interno in  un vortice fatale in cui ci si poteva perdere, morire, annegando.
Ogni fiato di sigaretta corrispondeva per L. ad uno sguardo in lontananza, verso quella strana ragazza dagli occhi incerti e pericolosi. fissava le sue mani affusolate e nervose muoversi freneticamente prima sulle ginocchia,per poi essere intente a pizzicare la pelle del viso come per assicurarsi che questa fosse rimasta lì,dov'era un attimo prima, per poi passarsele tra i capelli spostando la frangia su un lato, cadendo poi   sulle labbra che sembravano succhiarne l'evanescente essenza, e infine riposarsi, con fare elengante e distaccato, sulle ginocchia.
L.  fissò i tatuaggi che aveva sulle caviglie, rose rampicanti che sembravano prendere forma salendo sui polpacci e infilandosi nei pantaloncini di jeans strappati troppo stretti e troppo corti per Manhattan notturna.
L. cominciò a fantasticare sul giardino a cui quelle rose avrebbero potuto portare, nel centro perfetto di quella donna, maldestramente pura.
Attraversò così facilmente la strada, gettando con non curanza il mozzicone sull'asfalto ancora caldo e ,grattandosi la testa si sedette vicino a lei che subito  gli disse- Ciao Straniero. Mi chiamo Paula.-
La sua voce sembrò ad L. il suono di un violino inascoltato,a cui bisognasse ancora dare un nome, per poi essere facilmente riconosciuta.I suoi occhi, volgarmente truccati con una rigaccia semi-orizzontale, la rendevano ancora più triste,più sola e disperata.
-Sicuramente- balbettò arrossendo e abbassando lo sguardo-ero molto più affascinante a inizio serata.-
L. si limitò a sorridere e Paula non aggiunse altro.
I due si limitavano a guardare l'orizzonte, il groviglio di macchine che si stava vorticosamente creando, i fari accesi e le sterzate violente per raggiungere strade e vie di cui il significato ultimo  era ad entrambi sfuggito di mano.
I perché, i chi, i quando i dove, gli ah si,e chi te l'ha detto non avevano più modo di esistere, anzi, erano diventati come la nebbia in una giornata senza umidità.
Si dileguavano così le chiacchiere, perché non era quello l'importante.
In quel momento era bello essere lì e guardarsi un pò dentro. Tra il cuore e il cervello troppo duri e congelati per poter comunicare tra di loro. Le braccia e gli occhi ,persi  in un vuoto che apparteneva solo a loro, ad L. e a Paula, a cui sembrava di aver toccato la realtà ultima delle cose stando su un tubo alle 6 di mattina, di un giugno ancora troppo freddo per l'America, troppo freddo per Manhattan.
Si scambiarono l'utimo sguardo d'intesa,
prima che entrambi volassero fino in strada tra i taxi e i clacson illuminati dal sole.perché era così che doveva andare,perché L. aveva perso ogni interesse a portarsi Paula a letto,per un attimo infatti, con il silenzio intorno erano stati la stessa persona che si fondeva su quel ferro freddo e ormai troppo lontano.
L. tornò a casa e si rannicchiò sul lato più oscuro del letto.

...E  di quella speciale qualità di rose rampicanti, L. a Manhattan non ne vide mai più.
 
 
May 16

la giusta via.

 
 
 
 
 
 
Ho deciso che questo posto mi stava troppo stretto. Come essere uno dei due vitelli dell' opera astratta di  Marc,avete presente?
 
Non ho voglia di fare discorsi sentimentali, perchè su di me non ne sono capace.
SCORDATEVELO.
 
infatti non ho deciso di chiudere questo posto. Lascio la risposta al tempo. Come si dice... "Si vedrà..."
 
 vi lascio la direzione per quell'altro posto,sperando che un corvo vi possa accompagnare.
 
 
 
 
 
 
April 25

.: Cazzo,Miller! :.

M.A.R.Y: Parigi con i suoi massicci campanili,
                                                                                         H.M: "gli affissi sgargianti sulle porte,
 
 
                                                                   e l'impeto della corrente sotto le luci sanguigne dei ponti
le stanze da bagno buie
 
                                                                   le sigarette Abdullah,
 
                                                                               
                                                          le donne addormentate sotto i portoni,addormentate sotto la pioggia,
                                                   
e le puttane ti Montmartre che rasentano i
Sexy Shop cercando lo straccio più adatto per 
battere sul ciglio della strada.                            la Parigi di Matisse Vibra di CHARI ANSANTI ORGASMI
                                                                      e  l'aria medesima, è DENSA  di Sperma Stagnante."
                                                                                                                                       
 
i resti del vecchio secolo
 
i prati di Versailles che sanno di rugiada
 
la Parigi di Gainsbourg e di Godard 
 mi induce a camminare verso i suoi lati più oscuri ,
verso Clichy,verso St Germain, sotto,giù tra i treni,
le metropolitane, dalle insegne liberty,  corrono.
 
 
 
 
M A C E L L I    D' A M O R E.
 
                                                                            Nel giardinetto vicino alla chiesa di St.Germain,
                                                                           mostri terrificanti sulle panche,vecchi idioti
                                                                           storpi,epilettici.
 
 
Nel giardinetto adiacente alla chiesa di st Germain
davanti alla pensilina dell'autobus ma  dietro al cancello
che divide la strada dagli alberi, ci sono i piccioni intenti
a zompettare tra l'erba,verde primavera.
Su una panchina, un uomo sui 35, vestito di marrone,vestito di stracci
li guarda con un'espressione corrucciata.
 
  
                                                                                               Dal palais du Louvre all' Etoile
                                                                                              è come un pezzo di musica per pianoforte
 
Oggi è una bella giornata. Il cielo è nitido sopra Parigi.
Cammino, mi guardo attorno,ma anche un pò dentro.
 
    
                                                                      Oh  vagabondare a notte lungo la  Senna.vagare,vagare,vagare,impazzire per quanto era bello.Gli alberi icombenti,le immagini rotte nell'acqua.                                                                                       
 
Le immagini dal battello si moltiplicavano, ed erano così
tante le cose da guardare che il movimento dell'occhio diventava frenetico.
Faceva freddo,tutto era illuminato, i ragazzi che camminavano sulle sponde della Senna
 verdognola e puzzolente.
 
 
 
 
                                                                           Parigi è soltanto un palcoscenico
                                                                          artificiale, un palcoscenico rotante che permette allo
                                                                           spettatore di cogliere ogni fase del conflitto.
 
Hey Henry,cazzo, ho capito do che conflitto parli,
degli angoli oscuri e dei Bistrot,scoprire lentamente
il nuovo mondo,ma anche il vecchio di cui si respira ancora
l'atmosfera...